Il sentiero di oggi ci porta a parlare di animali, in particolare di pet-therapy, in Italia conosciuta come Interventi Assistiti con gli Animali (IAA). In questo articolo la mia passione per la natura e gli animali si unisce alla psicologia per dare vita a progetti di benessere con gli aiutanti a 4 zampe.
Forse hai già sentito parlare di pet-therapy ma, in questo articolo, vorrei spiegarti meglio di cosa si tratta e farti qualche esempio pratico di progetto che ho realizzato durante questi anni (approfondirò gli esempi pratici anche nell’episodio del Podcast, trovi il link alla fine dell’articolo).
Cos’è la pet-therapy
Introduzione
In Italia, nel 1987 in un convegno nazionale organizzato dalla SCIVAC (Società Scientifica Italiana Veterinari Animali da Compagnia) viene discusso il ruolo degli animali nelle società; per primo il mondo della veterinaria discute pubblicamente della pet therapy.
Negli anni 90 la medicina veterinaria scopre la clinica comportamentale degli animali domestici e la associa alla nuova disciplina della “zooantropologia” a cui si interessano anche filosofi, psicologi, pedagogisti e storici. Questa disciplina studia il rapporto uomo-animale da un punto di vista storico, filosofico, medico, psicologico e veterinario.
Si arriva nel 2003 in cui la Conferenza Stato Regioni pubblica in data 6 febbraio l’Accordo Stato Regioni in materia di animali d’affezione. È una Norma di Legge specifica per la Pet therapy ed il primo atto formale che riconosce in Italia la possibilità di attuare progetti di terapia con animali.

Nel 2009 nasce, presso l’Istituto zooprofilattico delle Venezie di Padova, il Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali (CRN IAA), creato dal Ministero della Salute. Lo scopo fondamentale dato dal Ministero della Salute al CRN IAA è di definire standard operativi, metodologici e fornire indicazioni sulla formazione degli operatori di IAA. Il lavoro cel CRN IAA porta alla stesura del documento delle Linee Guida nazionali che viene inizialmente utilizzato come modello sperimentale da applicare ai progetti di pet-therapy, ed approvato da parte della Conferenza Stato-Regioni, come Linee Guida nazionali, il 28 marzo 2015.
In Italia si parla di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA); questi interventi comprendono diverse attività che hanno l’obiettivo di migliorare la salute e il benessere delle persone con la mediazione di animali da compagnia.
Storia sintetica della pet-therapy
La pet therapy ha origine negli Stati Uniti grazie agli studi dello psichiatra Boris Levinson. Spesso Levinson aveva con sé in studio il suo cane Jingles, durante il suo lavoro con un paziente, un bambino con autismo, capì che il bambino era riuscito a stringere un legame con Jingles ad avere momenti di relazione, gioco e scambio affettivo.
La presenza dell’animale in studio creava un ambiente tranquillo e di condivisione, offrendo la possibilità al bambino di interagire con lui e sentirsi accolto.
Come spiega Levinson nell’articolo “The dog as co-therapist” 1962, in cui utilizzò per la prima volta il termine “pet therapy”, il bambino continuò a giocare con Jingles e questo permise allo psichiatra di inserirsi nel gioco, creando, grazie alla mediazione del cane, un rapporto con il suo piccolo paziente.
Levinson sviluppò nel 1969 la teoria della “Pet oriented child psychotherapy” basata sull’idea che l’animale diventi un mediatore che crea un ambiente privo di giudizio in cui il paziente riesce a parlare più tranquillamente della sua vita.
In generale, prendersi cura di un animale può calmare l’ansia, trasmettere calore ed aiutare a superare traumi, stress e depressione.

Negli Stati Uniti si diffonde quindi, la pratica della “Pet therapy” attraverso soprattutto il lavoro di un’associazione privata, la “Delta Society” fondata nel 1981.
L’associazione organizza e gestisce la formazione delle coppie cane-conduttore o pet-partners, che sono unità operative “specializzate” nell’avvicinare i cani alle persone con particolari caratteristiche (bambini, anziani o persone con varie difficoltà fisiche o psichiche).
Ancora oggi la “Delta Society” è la più grande realtà operativa negli Stati Uniti, nel 2012 ha cambiato nome in “Pet-Partners” (www.petpartners.org).
Il riconoscimento degli IAA e la regolamentazione con la definizione delle normative regionali hanno consentito di definire con maggior chiarezza gli ambiti di intervento, superare diversi vincoli che rendevano difficoltoso l’ingresso degli animali, per esempio, in ospedali o case di riposo e di uniformare la formazione degli operatori attivi nell’ambito degli IAA.
Il progetto DigItal Pet, sviluppato dal CRN IAA in collaborazione con il Ministero della Salute, ha creato degli elenchi nazionali delle figure professionali, degli operatori, dei centri specializzati, delle strutture riconosciute e dei progetti di TAA ed EAA, secondo quanto stabilito dall’Accordo del 25 marzo 2015, art. 7. Consultando il sito www.digitalpet.it si accede agli elenchi nazionali delle figure professionali formate per gli IAA.
Ambiti di realizzazione dei progetti di pet-therapy
Gli IAA sono classificati in base ai diversi ambiti di intervento:
- Terapia Assistita con gli Animali (TAA) interventi con finalità terapeutica per la cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva o relazionale, rivolti a soggetti con diagnosticate patologie fisiche, psichiche, sensoriali o plurime e richiedono apposita prescrizione medica.
- Educazione Assistita con gli Animali (EAA) interventi di tipo educativo che coinvolgono gli animali per promuovere, attivare e sostenere le risorse e le potenzialità di crescita e progettualità individuale, di relazione ed inserimento sociale di persone in difficoltà.
- Attività Assistita con gli Animali (AAA) interventi con obiettivi ludico-ricreativi di gioco, divertimento, di avvicinamento al mondo degli animali e della promozione della corretta interazione tra uomo e animale.
Gli IAA trovano applicazione nell’ambito dell’educazione, della disabilità e della marginalità sociale, sono interventi orientati a migliorare la qualità della vita delle persone.
Si svolgono ad esempio presso:
- ospedali: principalmente vengono svolti progetti con i cani ma anche con gatti e conigli negli ospedali, soprattutto nei reparti pediatrici e di lungodegenza;
- scuole: gli interventi possono trovare applicazione in situazioni di difficoltà relazionale nell’infanzia e nell’adolescenza, deficit dell’attenzione, disturbi pervasivi dello sviluppo, episodi di bullismo, ecc.;
- comunità terapeutiche e di recupero: applicazione nell’ambito delle dipendenze e dell’emarginazione, disturbi psichiatrici, ecc.;
- case di riposo: gli animali possono alleviare il senso di solitudine degli anziani, mantenere e incentivare le loro capacità residue, ecc.;
- carceri: la relazione con l’animale può incentivare la socializzazione, ridurre l’aggressività interpersonale e facilitare il reinserimento sociale dei detenuti;
- fattorie sociali: a seconda degli obiettivi della fattoria sociale, possono essere avviati percorsi di inserimento socio-lavorativo, abilitativi e riabilitativi, iniziative educative, assistenziali;
- fattorie didattiche: per promuovere la corretta interazione uomo-animale sulla base del rispetto dell’altro.
In tutti i contesti è importante che gli IAA si svolgano ambienti idonei per assicurare il benessere e la sicurezza di persone e animali coinvolti e garantire l’instaurarsi di una relazione efficace.
Equipe di lavoro
Gli IAA sono progettati e realizzati da diversi professionisti con specifiche competenze acquisite attraverso corsi erogati da Università o Enti di Formazione riconosciuti con accreditamento regionale.
Gli IAA, in particolare le TAA e le EAA, prevedono il coinvolgimento di un’équipe multidisciplinare, composta da diverse figure professionali, sanitarie e non, che si occupano della progettazione e realizzazione dell’intervento lavorando in stretta collaborazione.

- Il responsabile di progetto (psicologo, psicoterapeuta, medico o pedagogista) coordina l’équipe nella stesura degli obiettivi del progetto, delle modalità di realizzazione e della valutazione dei risultati ottenuti.
- Il medico veterinario esperto in IAA collabora con il responsabile di progetto nella scelta dell’animale e della coppia coadiutore-animale, ne valuta l’idoneità, garantisce i requisiti sanitari e di benessere animale e indirizza alla corretta gestione dell’animale assumendone la responsabilità.
- Il referente d’intervento (psicologo, psicoterapeuta, medico, educatore o pedagogista) prende in carico la persona o il gruppo durante gli incontri per raggiungere gli obiettivi.
- Il coadiutore dell’animale e responsabile di attività (se è un’AAA) prende in carico l’animale durante le sedute, ha la responsabilità della corretta gestione dell’animale e ne monitora lo stato di salute e di benessere, secondo i criteri stabiliti dal medico veterinario al quale riferisce eventuali problematiche.
L’equipe è composta da:
- animale scelto in base alle caratteristiche degli utenti, agli obiettivi e al setting di lavoro;
- coadiutore dell’animale (che avrà anche il ruolo di responsabile di attività se è un’AAA);
- responsabile di progetto, se l’attività è una EAA o TAA si occuperà di coordinare l’equipe e stendere il progetto con gli obiettivi da raggiungere;
- referente d’intervento, se l’attività è una EAA o TAA si occuperà di condurre gli incontri;
- veterinario specializzato in IAA può partecipare agli incontri per monitorare l’animale e il rispetto del suo benessere.
Considerata la molteplicità di figure professionali coinvolte, per la buona riuscita di tutti i progetti di IAA, sono necessari: organizzazione e pianificazione delle attività, collaborazione, capacità di ascolto e di coordinazione.
Animali coinvolti
Le attività di IAA devono garantire e tutelare il benessere dell’animale. Le specie, riconosciute dalle Linee Guida e maggiormente coinvolte sono il cane, il cavallo, l’asino, il gatto ed il coniglio: specie domestiche capaci di creare relazioni sociali con l’uomo.
L’idoneità di specie e dell’animale viene valutata dal veterinario insieme al responsabile di progetto. Gli animali coinvolti devono essere valutati dal punto di vista sanitario e comportamentale. Queste valutazioni sono indispensabili per garantire la sicurezza e tutelare il benessere dell’animale e delle persone che partecipano all’attività.
Dal punto di vista comportamentale vengono valutate: socievolezza, capacità relazionale e docilità. L’animale coinvolto deve avere un livello di salute psico-fisica ottimale (sono esclusi dai progetti i cuccioli, le femmine in estro, in lattazione o in gravidanza avanzata).
Gli animali coinvolti devono essere sottoposti anche ad una valutazione sanitaria a seguito della quale ne viene riconosciuta l’idoneità, che viene costantemente monitorata dal veterinario. Tra i requisiti sanitari, l’animale deve essere registrato all’anagrafe (per le specie in cui è previsto), vaccinato e sottoposto a controllo dei parassiti.
Elementi ed esiti della pet therapy
Il rapporto uomo-animale ha una lunga storia a seconda della specie che consideriamo. Gli elementi comuni nelle varie relazioni uomo-animali sono per esempio la condivisione e collaborazione e i comportamenti sociali.
I benefici dei progetti mediati da animali sono moltissimi perché incidono:
- sulla responsabilità
- sull’attaccamento
- sull’empatia
- sul rispetto dell’altro
Il rapporto uomo-animale rappresenta un forte elemento psicologico che coinvolge l’autoregolazione emotiva e del comportamento, il comportamento sociale e i meccanismi di relazione. Grazie alla mediazione degli animali, i progetti di IAA intervengono sulle seguenti aree ed elementi:
- area psichica (autostima, autocontrollo, gestione delle emozioni, affettività, percezione sensoriale);
- area della socializzazione (condivisione delle esperienze, collaborazione in gruppo e cooperazione);
- area psicomotoria (equilibrio, coordinazione, sviluppo muscolare, controllo delle stereotipie motorie);
- area cognitivo-intellettiva (apprendimento, capacità di pianificazione, adattamento all’ambiente, attenzione e flessibilità cognitiva, memoria e comprensione);
- comunicazione (comunicazione verbale e non verbale, intenzionalità).
Il rapporto uomo-animale è affettivo ed emozionale, capace di dare benefici psichici, emotivi e fisici; studi hanno rilevato come conseguenza dell’interazione con un animale l’abbassamento della pressione sanguigna e il rallentamento del battito cardiaco.
I ricercatori del Dipartimento di scienza e biotecnologia animale della Azabu University, in Giappone, hanno infatti appena scoperto che il contatto visivo tra cani ed esseri umani fa salire, in entrambi, il livello di ossitocina, l’ormone responsabile di empatia e attaccamento sociale.
Il contatto fisico ha un effetto decisivo sul benessere umano e animale; da alcuni studi è emerso che accarezzare un gatto ha un forte effetto antistress, ansiolitico e antidepressivo, perché produce un aumento nei livelli di ossitocina nel sangue dell’uomo. L’ossitocina aumenta anche nei gatti all’aumentare della durata del contatto e delle coccole; questo rappresenta un ottimo parametro per valutare il benessere del gatto.
Altri studi all’interno di un programma terapeutico per bambini e adolescenti stressati e ansiosi, effettuato in centri di equitazione americani da istruttori specializzati, hanno rilevato una diminuzione del cortisolo (ormone dello stress), e un aumento significativo dell’ossitocina negli utenti che hanno partecipato alle interazioni con i cavalli.
Progetti realizzati
Per darvi un’idea degli interventi di pet-therapy vi descrivo brevemente due tipologie di progetti che realizzo con i miei cani. Dietro la realizzazione di tutti i progetti ci sono degli aspetti chiave:
- la scelta del cane in base alle sue caratteristiche e alle caratteristiche degli utenti coinvolti;
- la valutazione sanitaria e comportamentale del cane da parte di un veterinario specializzato in IAA;
- la co-progettazione degli obiettivi con i responsabili delle strutture;
- la progettazione delle attività.
Vi presento i miei collaboratori a 4 zampe e le loro caratteristiche.

Evee, Setter scozzese, femmina, nata nel 2023. Molto dinamica, affettuosa, giocherellona, attenta e riflessiva nei giochi di ricerca olfattiva. Collaboratrice bravissima nei progetti con i bambini perchè riesce a divertire e coinvolgere in modo spontaneo ed affettuoso.

Nali, Border collie, femmina, nata nel 2018. Molto attiva, cerca sempre le coccole, instancabile con i giochi (tira e molla, palline ecc). Ottima alleata nelle case di riposo perchè riesce a coinvolgere tutti con la sua energia infinita.

Iron, Border collie, maschio, nato nel 2015. Riflessivo, cerca molto il contatto, ama giocare con le palline. Ha partecipato a vari progetti sia con bambini che con gli anziani ma, ad oggi, viene coinvolto in pochi progetti perchè, avendo la sua età, ha una soglia di attenzione più bassa.
Progetto scolastico “Emozioni e relazioni a 4 zampe”
In ambito scolastico, considerando le sue caratteristiche, Evee è la cagnolina più adatta. Abbiamo realizzato dei bellissimi progetti di tipo psico-educativo lavorando con intere classi (circa 20 bambini) delle scuole primarie.

Dopo una fase di co-progettazione con le scuole per definire gli obiettivi specifici e dopo aver pianificato le attività, gli incontri in classe sono stati coinvolgenti e stimolanti per tutti, sia per bambini con normo-sviluppo, sia per bambini con difficoltà di apprendimento e altre fragilità cognitive o attentive.
In generale gli obiettivi di questi progetti sono stati di inclusione, educazione emotiva e prevenzione al bullismo. Con la mediazione del cane, anche i bambini che spesso sono meno partecipativi e collaborativi in classe, si sono messi in gioco con attività a coppia o in gruppo.
Parlare di emozioni e collaborazione, grazie alla presenza del cane, diventa molto più semplice perchè, dopo una breve parte educativa con materiali visivi di supporto, si possono mettere in pratica con il cane i concetti appena visti. Per i bambini l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta è fondamentale e riesce ad arrivare in modo molto più diretto rispetto alle spiegazioni a voce.
Progetto in RSA “Benessere a 4 zampe”
Ho realizzato progetti di pet-therapy con i cani in diverse strutture residenziali e semi-residenziali per anziani. La relazione e la condivisione in gruppo sono gli elementi chiave di questi progetti. Durante gli incontri vengono coinvolti circa 10 ospiti in varie attività di gioco e di relazione con il cane.

In questi progetti Nali è molto adatta perchè riesce a catturare l’attenzione di tutti, si muove molto all’interno dello spazio a disposizione e ha varie iniziative di interazione con gli ospiti (cerca il contatto, porta i giochi). Durante le sedute di pet-therapy con il cane che realizzo in strutture per anziani ci sono tre elementi importanti: la relazione che si crea tra gli ospiti e il cane, la stimolazione cognitiva con la verbalizzazione di ricordi e il clima di gruppo di benessere e condivisione che si crea grazie alla presenza del cane.

La chiave per i progetti di pet-therapy con i cani in strutture per anziani è la flessibilità: ci sono giornate dove le persone sono più concentrate e attive, in cui si possono proporre attività più stimolanti e dinamiche, ci sono altre giornate dove si privilegiano attività di cura e di contatto per favorire il rilassamento e la calma.
Vuoi approfondire?
Nell’episodio del podcast approfondisco la parte relativa ai progetti realizzati raccontandovi qualche aneddoto sulle esperienze pratiche.
🎧 Ogni articolo è accompagnato anche da un episodio del podcast “Sentieri di Benessere: psicologia, natura e benessere”, che tratta le stesse tematiche dell’articolo.
Clicca qui se preferisci ascoltare su Spotify ➡️ episodio 04 – https://open.spotify.com/episode/4Wl2lUDjV3G88yIGe9UFg0?si=-Dr7Z6E7RwquYLfdUaqiJg&utm_source=whatsapp
A presto e buona strada! Dottoressa Psicologa Michela Teodoro
Disclaimer: Gli articoli presenti in questo blog e i contenuti del podcast hanno scopo informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere del medico, la diagnosi o la terapia psicologica individuale. Per problematiche specifiche, si raccomanda di rivolgersi a un professionista di fiducia.
Riferimenti Bibliografici per approfondire:
- www.izsvenezie.it/approvate-le-linee-guida-sugli-interventi-assistiti-con-gli-animali/
- Reining in Anxiety (“Frenare l’ansia”), Kimberly Hoagwood e collaboratori, Animals 2022, Cavalli e ossitocina
- Levinson, B. M. (1962). “The dog as a ‘co-therapist’”. Mental Hygiene. 46: 59–65.
- Levinson, B. M. (1964). “Pets: A Special Technique in Child Psychotherapy”. Mental Hygiene. 48: 243–248.
- Takumi Nagasawa e collaboratori, Physiological assessment of the health and welfare of domestic cats: an exploration of factors affecting urinary cortisol and oxytocin, Animals 2022).
- Magon N, Kalra S. The orgasmic history of oxytocin: Love, lust, and labor. Indian J Endocrinol Metab. 2011 Sep;15 Suppl 3(Suppl3): S156-61
- www.petpartners.org
- www.digitalpet.it

